La displasia dell’anca viene diagnosticata sulla base di un’analisi clinica e radiologica. La prima analisi preventiva dovrebbe essere effettuata già nel 3-4 mese di vita del cane. Una diagnosi precoce di questa patologia permette di adottare una terapia finalizzata alla prevenzione di serie conseguenze provocate dalla displasia in età più avanzata.
L’analisi a cui viene sottoposto il cane è costituita da una valutazione generale delle sue condizioni, del suo movimento e del suo comportamento nonché da un’accurata visita ortopedica. Il passo successivo è costituito dall’effettuazione di una radiografia e dalla descrizione della medesima. Ai fini della descrizione dei radiogrammi viene impiegato sempre più frequentemente il metodo PennHip (in ottemperanza alla direttiva della F.C.I. – Federazione Cinofilia Internazionale). In alcuni paesi, compresa la Polonia, trova ancora applicazione il metodo Riser, che permette di classificare adeguatamente gli animali sottoposti ad analisi:

A – articolazioni regolari

B – articolazioni pressoché regolari

C – lieve displasia

D – displasia moderata

E – forte displasia


… L’interpretazione degli esiti dell’analisi e l’elaborazione di una corretta valutazione richiedono una grande esperienza del medico veterinario specializzato in radiologia. Per questo motivo non tutti i centri sono abilitati all’effettuazione di analisi autorizzate. In Polonia l’obbligo di sottoporre i cani a diagnosi che permettano di riscontrare l’eventuale tendenza alla displasia sussiste dal 1984. A questo tipo di analisi sono state destinate 25 razze, fra cui il Pastore del Caucaso.


A prescindere dal fatto se una determinata razza sia presente nella lista pubblicata dall’Associazione Cinofilia della Polonia o meno, ogni cane dovrebbe essere sottoposto a radiografia dell’anca dopo il secondo anno di età. Questo è uno dei criteri di qualificazione all’allevamento. Si ritiene infatti che il processo di sviluppo dello scheletro si concluda intorno ai 18-24 mesi, a seconda della razza. I cani nei quali sia stata riscontrata la displasia dell’anca dovrebbero essere immediatamente esclusi dall’allevamento. Non vi è infatti alcun dubbio che i cuccioli nati da genitori con displasia ereditino la medesima patologia. Il criterio di età qui considerato si riferisce solamente alla diagnosi della tendenza alla displasia finalizzata all’ottenimento del certificato di allevamento (...)


SINTOMI

In un cane affetto da displasia, il progredire dell’appiattimento dell’acetabolo dell’anca e la deformazione della testa e del collo del femore sono le cause di disturbi della locomozione. Sono sintomi frequenti: difficoltà nell’erigersi, nel sedersi, mancata resistenza durante la corsa forzata. Sono caratteristici anche un’andatura barcollante, rigida, un passo corto, una corsa con rimbalzo di due arti contemporaneamente, problemi nel saltare e nel salire le scale nonché nella ripresa del movimento dopo un riposo prolungato. È sintomatico anche il modo in cui il cane posiziona gli arti durante il movimento. Se osservato dalla parte della groppa, esso presenta un forte accostamento dei tarsi, ossia “garretti vaccini”; invece, nel momento dell’arresto, esso divarica automaticamente gli arti. Ciò è dovuto all’assunzione di una posizione che permetta di alleviare e sopportare il dolore. Guardando di fianco un animale malato, è osservabile la caratteristica gobba in corrispondenza del tratto lombare della colonna vertebrale, formatasi per effetto dell’estensione del ginocchio volta ad alleviare il dolore. A seguito di tale posizione, le teste dei femori vanno a collocarsi in profondità negli acetaboli. Questa posizione, impedendo la tensione della capsula articolare e dei legamenti del femore, permette all’animale malato di mantenere una posizione non dolorosa.


CONDROPROTEZIONE

La condroprotezione è un procedimento finalizzato alla protezione delle cartilagini, a frenare i processi degenerativi e a favorire la rigenerazione delle strutture delle articolazioni. Sono somministrate sostanze provviste di proprietà condroprotettive i glicosaminoglicani come il solfato di condroitina, la glucosamina e l’acido ialuronico. La loro azione protettiva consiste nell’inibizione delle metalloproteinasi e nel miglioramento delle capacità di sintesi dei glicosaminoglicani (GAGs) da parte dei condrociti. Pertanto la somministrazione regolare di condroprotettivi restituisce e mantiene l’equilibrio fra i processi di distruzione e di riparazione. Effetti clinici della condroprotezione sono il miglioramento della mobilità articolare, la riduzione della claudicazione, la limitazione del dolore e dei gonfiori nonché la riduzione della quantità di medicinali antinfiammatori assunti. Gli animali a maggior rischio di sviluppo di malattie degenerative, ma anche gli animali in condizioni di osteoartrosi avanzata dovrebbero assumere regolarmente strumenti terapeutici condroprotettivi… Occorre ricordare che l’assunzione di integratori (l’assunzione di prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta) dovrebbe essere consultata regolarmente con un medico veterinario in corrispondenza di ogni singola fase della crescita e dello sviluppo di un cane giovane.

È importante prestare attenzione all’integrazione delle vitamine e dei minerali, in particolare della vitamina D3 e del calcio. Attualmente le malattie degli animali dovute a carenza di calcio o della vitamina D3 sono piuttosto rare. Un eccesso di calcio o di vitamina D3 nella dieta di un cane giovane contribuisce fortemente allo sviluppo di numerose e serie malattie, compresa quella dell’anca. È importante infatti sapere che prima del compimento del 6 mese di vita, un cucciolo è particolarmente intollerante all’eccesso di calcio, mentre nel periodo dello svezzamento viene assorbito almeno il 50% del calcio liberato nell’intestino, a prescindere dalla quantità ingerita.

Un ulteriore fattore extra-genetico che favorisce lo sviluppo della displasia è l’allenamento eccessivo del cane giovane. Occorre ricordare che lo sviluppo dell’ossatura nel cane termina in corrispondenza del 18-24 mese di vita. Fino a questo momento l’allenamento forzato è sconsigliabile. Uno sforzo fisico intenso in un cane con predisposizione alla displasia provoca numerose sublussazioni nonché microtraumi nell’area degli elementi articolari.


Autori: R. Aleksiewicz, Z. Adamiak, M. Nowak “Perché il mio cane zoppica?”